domenica 19 aprile 2015

Posizionamento dei nostri tamburi

In tanti anni di insegnamento, molte volte mi è stato chiesto un suggerimento su come devono essere posizionati i vari elementi che compongono la propria batteria. Davanti a questa domanda, solitamente rispondo con un altra domanda: da quale elemento cominceresti a montarla?
Le risposte possono essere varie, ma comunemente però, si tende a rispondere "con la grancassa".
Visto che possiamo decidere di quanti elementi disporre e di come vogliamo posizionarli, tanto vale cominciare da noi stessi e potercela così "costruire" intorno!
Personalmente consiglio sempre di cominciare dallo sgabello
Da qui in poi, direi che tutto è soggettivo. Per chi cercasse una risposta più precisa, provo a rispondere...

Premetto che non ho mai preso le misure per sistemare un tom o un piatto, ma di fatto mi sono sempre basato su alcuni concetti molto semplici e, per me, efficaci.
Una volta trovato il mio setup, successivamente mi sono organizzato con memorie e segni sulle aste e sul tappeto al fine di ritrovare il giusto posizionamento ottimizzando i tempi di montaggio e smontaggio del mio set.


  • In primo luogo, dobbiamo considerare il tipo di set che stiamo utilizzando, per es: un tom e un timpano, e relative misure (ovviamente anche della cassa); multi-tom e multi-piatto e quindi dove vogliamo posizionare i vari componenti; altezza dello sgabello (quest'ultimo potrebbe variare anche in base al tipo di set o genere che vogliamo affrontare).
  • successivamente, dobbiamo curarci dell'altezza e della inclinazione dei vari elementi tali da poterli colpire con la bacchette più parallele possibili alla pelle, o meglio con il minor angolo possibile tra bacchetta e pelle/ piatto. In questo modo possiamo gestire con disinvoltura eventuali rim-shots su tutti i toms o darci la possibilità di poter colpire comodamente i crashes anche con la punta delle bacchette
Questi piccoli accorgimenti ci permetteranno inoltre di poter avere un suono pieno e potente, ma anche di poter sfruttare tutte le potenzialità sonore dei nostri piatti e dei nostri tamburi.
  • Il rullante: è particolarmente importante trovare la giusta altezza e inclinazione di quest'ultimo in base al tipo di impugnatura delle bacchette. Teniamo conto che è il tamburo che maggiormente utilizziamo!

Non dobbiamo dimenticarci di mantenere una corretta postura, che sta alla base di questi semplici principi!

Nel mio caso, una volta sistemato il rullante per come mi trovavo comodo, successivamente lo alzavo ancora di circa un centimetro per costringermi a controllare meglio la postura. Lo so, è un po' "pericoloso" in concerto perchè si rischia di mancare qualche colpo. Più precisamente, rischiamo di colpire solo il cerchio poiché basta variare di poco l'altezza del polso o "rilassarsi" quel tanto che basta per incurvare la schiena per sbagliare palesemente l'esecuzione di una nota! 

Quest'ultimo accorgimento però, mi ha aiutato molto nel controllo e nella precisione con cui eseguo ogni singolo colpo. E' sicuramente una strada impegnativa ma, mi è stato molto utile per capire molte cose sui movimenti che facevo, sulla qualità dei colpi e non meno importante, sulla resistenza (inteso come quantità di tempo) dietro ai tamburi ...ora mi stanco meno!



lunedì 28 luglio 2014

riconoscere i legni...

Ciao a tutti,
Spesso sento discutere sulla scelta del legno e delle caratteristiche che questo conferisce ai tamburi di una batteria. Spesso sento anche di chi sostiene di poter riconoscere di che essenza si tratta solo ascoltandola... Dalla mia piccola esperienza, posso dire che le caratteristiche di alcuni legni possiamo essere in grado di riconoscerle, magari dei due o tre legni che più ci piacciono e quindi che meglio conosciamo. Ho sentito di qualcuno che sonsteneva di riconoscerli addirittura da bendati... beh, onestamente non so se è davvero possibile, per via delle differenze di costruzione che passa da un tamburo all'altro o meglio, dalle differenze che ogni marchio ha nella progettazione/ costruzione dei propri tamburi, ma soprattutto per la differenza di ambiente in cui si trovano le batterie che proviamo/ suoniamo.
Un piccolo aneddoto: un giorno ero con un amico da Essemusic per scegliere una batteria da jazz (la cercava lui) una volta individuate le misure che voleva, uno degli addetti ci ha fatto sentire e provare alcune batterie. C'era una Pearl Limited Edition, in mogano, l'addetto ci diceva che era costruita interamente in mogano ma sentendo il rullante gli ho chiesto se era davvero sicuro se fosse in mogano anche quello, perchè a me suonava più da acero... Ci avevo azzeccato! Il rullante era in acero (alla fine il mio amico si è portato a casa una Gretsch USA Custom).
Si tratta sicuramente di fortuna, ma le condizioni me lo permettevano perchè in quel momento avevo a disposizione due legni a confronto su una stessa batteria.

Sull'utilità o inutilità della questione non so rispondere con precisione, ma conoscerne le caratteristiche timbriche e costruttive ci aiuta ad individuare lo strumento che meglio rispecchia il suono che abbiamo in mente. Con ogni probabilità chi ci ascolta suonare non capirà se la nostra batteria è in acero o mogano, o se ha i bearing edges arrotondati o a 45°, ne tanto meno se useremo pelli single ply o two plies... è chiaro che il godimento è principalmente per noi che suoniamo! Trovare un buon feeling sullo strumento che suoniamo, ci aiuta a suonare meglio!

mercoledì 26 febbraio 2014

snare hoops comparison

Video dedicato ai cerchi (hoops) relativo all'articolo pubblicato in questo mese di febbraio su Drum Club




lunedì 25 novembre 2013

Tosco Cymbals

These are roto-cast cymbals made in Italy during the 70s (pre Sabian). They are in very good conditions and the sound is great!
Check out the sample here: http://www.youtube.com/watch?v=fnup7QQSB58
Tosco Cymbals

sabato 27 aprile 2013

SVILUPPO DELLA PARTE SINISTRA (o destra!)


Parlando della parte sinistra, intendo il lato a noi più debole, per chi fosse mancino, il lato debole sarà ovviamente il destro.
Spesso si pensa di poter diventare totalmente ambidestri, ma se consideriamo il drum-set che normalmente suoniamo, dove e come sono disposti gli elementi che lo compongono, non sarà difficile immaginare che alcuni di questi con la mano opposta avranno un suono diverso. I motivi sono semplici: per esempio, l’Hi-Hat sarà troppo alto e troppo ravvicinato per la mano sinistra; un altro motivo è che sarà molto difficile raggiungere lo stesso grado di sensibilità della destra. Ottenere lo stesso suono con entrambe le mani durante lo studio dei rudimenti, anche se applicati su tutto il drum-set, non significa essere ambidestri ma solo aver sviluppato correttamente la mano sinistra sino a questo punto. L’argomento che voglio affrontare parte proprio da qui. Personalmente ritengo importante assegnare dei ruoli precisi ai quattro arti, questo non significa non sviluppare in modo corretto la sinistra, ma svilupparla diversamente al fine di un maggior controllo tecnico. Lo sviluppo partirà dopo aver approfondito lo studio della sinistra richiesto dai rudimenti e applicati al drum-set.
Facciamo un esempio: se per imparare un groove da destro, ci impiegheremo un periodo di tempo “X”, studiandolo da mancini, impiegheremo almeno il doppio del tempo, per cui ritengo più utile sfruttare quello stesso tempo per sviluppare la sinistra in modo più efficace e creativo!!!
Pensiamo allo studio del pianoforte. Il pianoforte richiede un elevato controllo sia della mano destra, sia della mano sinistra. Chi conosce questo strumento, sa benissimo che la sinistra va studiata e sviluppata come le destra, come per i nostri rudimenti, ma è altresì vero che le mani hanno due diteggiature e ruoli diversi. La sinistra si occupa della parte bassa mentre, la destra della parte alta della tastiera.
Per sviluppare la sinistra in modo creativo, si potrebbe cominciare con:
a) coordinare la mano sinistra con il piede destro, per es: potrebbe essere interessante suonare dei grooves con l'Hi-Hat in sedicesimi cominciando con la mano sinistra;
b) suonare con impostazione aperta (come fanno i grandi Billy Cobham, Lenny White, Simon Phillips, ecc...) ossia, sopra mancini e sotto destri;
c) invertire il ruolo degli arti inferiori senza alterare quelli superiori, sopra destri e sotto mancini.
Lo stesso Simon Phillips, è destro ma per esigenze tecnico-creative, ha cominciato a studiare invertendo i ruoli degli arti superiori fino a ottenere la padronanza che ha della sinistra. Adesso suona esclusivamente in questo modo. Questo dimostra che non serve a nessuno saper suonare esattamente allo stesso modo sia da destri sia da mancini, Simon Phillips ha fatto una scelta precisa per cui non ha più interesse a suonare in modo tradizionale!
Sviluppare il nostro lato sinistro in modo intelligente, può aprire le porte della creatività. Un altro esempio, molto comune nella musica latin-jazz, è quello di suonare una delle “claves” con il piede sinistro, magari usando un campanaccio. In questo modo potremo essere un po’ batteristi e un po’ percussionisti.

Alla base di tutti gli esercizi di coordinazione, si tratta di comprenderne i meccanismi richiesti per eseguire gli incastri che si studiano. Solo quando ci si muove comodamente potremo renderli nostri e magari interpretarli modificandone anche la configurazione.

Mi raccomando, tenete duro che gli obbiettivi sono raggiungibili!!!
Buon lavoro

Ciao :)

domenica 7 aprile 2013

some warm-up exercises

some warm-up exercises

Paradiddle-diddle (group of 6 notes)
A little exercise for warming up and coordination:






















Inverted Double Stroke Roll



more exercises coming soon...




giovedì 7 marzo 2013

My Vimeo Channel


Snare Drums Comparison from Rino Cavalli on Vimeo.
Hi everyone, in this video we are testing five metal snare drums:
0:09 - Ludwig Supersensitive LM411 ('76) - 6,5" x 14" - Aluminium shell;
0:41 - Pearl Sensitone Elite (2009) - 5" x 14" - Brass shell;
1:15 - Ludwig Supraphonic LM400 ('65) - 5" x 14" Aluminium shell
1:46 - DW Collector's Series ('96) - 6,5" x 14" Brass shell;
2:21 - AK Custom Snare Drums (2012) - 5,5" x 14" Copper shell.
All snare drums were tuned on top to B4 and bottom to A4
We've recorded with a Shure SM 77 (vintage) - no edit sound in post production.
Video by Rino Cavalli and Elisabeth Orion

visit: http://www.rinocavalli.com - http://drummika.blogspot.it

domenica 3 marzo 2013

Snare Drums Comparison - Rullanti a confronto

Video by Rino Cavalli and Elisabeth Orion


Hi Everyone, in this video we are testing five metal snare drums:

- Ludwig Supersensitive LM411('76) - 6,5" x 14" - Aluminium shell; 
- Pearl Sensitone Elite (2009) - 5" x 14" - Brass shell;
- Ludwig Supraphonic LM400 ('65) - 5" x 14" Aluminium shell
- DW Collector's Series ('96) - 6,5" x 14" Brass shell;
- AK Custom Snare Drums (2012) - 5,5" x 14" Copper shell.
All snare drums were tuned on top to B4 and bottom to A4
We've recorded with a Shure SM 77 (vintage) - no edit sound in post production.

Ciao a tutti, in questo video abbiamo confrontato cinque rullanti in metallo:
- Ludwig Supersensitive LM411 ('76) - 6,5" x 14" - Alluminio
- Pearl Sensitone Elite (2009) - 5" x 14" - Ottone
- Ludwig Supraphonic LM400 ('65) - 5" x 14" Aluminio
- DW Collector's Series ('96) - 6,5" x 14" Ottone
- AK Custom Snare Drums (2012) - 5,5" x 14" Rame
Tutte le pelli battenti sono in SI(4) e le risonanti in LA(4)Il microfono utilizzato era uno Shure SM77 (l'antenato del più famoso SM57) con un regolazione Flat. Quale preferisci? :-)

Buon Ascolto 

venerdì 22 febbraio 2013

CORTINAS ORQUESTA ATIPICA Che cos'é l'amor KRAENZELHOF

Nuovo progetto/new project:

CORTINAS ORQUESTA ATIPICA
"Che cos'è l'amor" (as originally performed by Vinicio Capossela)




CORTINAS ORQUESTA ATIPICA performed live at Kraenzelhof - Lana (Italy)

CORTINAS are:
Franz Weger - Vocals
Fernando Nuresi - Guitars
Gabriel Neuert - Accordion and Trumpet
Marco Perrone - Doublebass
Rino Cavalli - Drums and Percussions
Luna Pauselli - Percussions

domenica 16 dicembre 2012

primi scatti

biscottipocketgatto 1gatto 2DSC_0392DSC_0385
primi scatti, un set su Flickr.
primi scatti, un set su Flickr.
Non sono e non sarò mai un fotografo professionista.
Nella community di Flickr ci sono molti talenti ai quali posso ispirarmi... La mia è solo curiosità e i suggerimenti sono sempre i benvenuti!

sabato 15 dicembre 2012

Assemblarsi un rullante ...anzi due!!

"...in molte culture non occidentali un musicista non è considerato tale finché non si sia costruito lo strumento che suonerà."

Un giorno Fabrizio (batteria&batteristi) mi propose un fusto in acero per assemblarmi un rullante. Vista l'opportunità, lui che già aveva avuto esperienze nel produrre rullanti, aveva deciso di prenderne uno da 6,5" e, se ne avessi preso uno anch'io, mi avrebbe aiutato guidandomi con tutti i suggerimenti del caso per poter realizzare un rullante al meglio delle mie possibilità. L'idea fu interessante e, visto che lo spessore del fusto da lui proposto corrispondeva esattamente a ciò che cercavo in quel momento, accettai immediatamente. Potevo scegliere fra due profondità: 5" e 6,5"; li presi entrambi :-)
L'esperienza l'ho condivisa con la nostra Elisabeth (batteria&batteristi) che prese solamente un fusto da 6,5".

fusti grezzi
L'avventura era iniziata! I fusti arrivarono pochi giorni dopo. Non vedevo l'ora di veder realizzati questi rullanti e poterli finalmente suonare! Pensai che in molte culture non occidentali un musicista non è considerato tale finché non si sia costruito lo strumento che suonerà.
Finalmente arrivò il momento di progettarli. Contattai Elisabeth, che in quel periodo era lontana da casa per studi, e via Skype decidemmo come e quando realizzarli.  Lei decise che gli hardware dovevano essere degni di una rocker quindi la scelta cadde su un design semplice di color nero. Anche io decisi per un design semplice, ma sicuramente avrei evitato il nero, quindi il classico cromato per uno e gold-plated per l'altro facevano al caso mio. Una volta scelti gli hardware, abbiamo ordinato tutto quello che ci serviva in uno store in Germania.

fusti appena laccati e
lasciati ad asciugare
L'allineamento dei bordi era la prima fase. Il punto di appoggio delle pelli è fondamentale per il suono che produrrà il rullante. Un taglio a 30° o arrotondato conferiscono un maggiore controllo degli overtones, tipico dei rullanti vintage. Un taglio a 45° invece, da un suono più moderno e ricco di armoniche.
Nel caso di questi fusti, il taglio era già presente: 45°, ma ovviamente ancora grezzo. Visto che ho dovuto fare tutto a mano libera, la mia scelta si orientò quindi verso un 45° ma leggermente arrotondato. La laccatura del fusto fu la fase successiva.

fusto pronto per essere segnato
Un volta superate queste prime due fasi, abbiamo segnato tutti i punti dove avremmo dovuto forare per applicarci le parti meccaniche, proteggendo i fusti con del nastro adesivo di carta.
Nel frattempo arrivarono anche gli hardware... "Cavolo, qui c'è un errore!!" Nel pacco, una coppia di cerchi (hoops) era sbagliata. Forse non ci eravamo capiti bene. Lo store sembra essere piccolo ed a gestione famigliare (ma potrei sbagliarmi); probabilmente qualche equivoco è nato dal fatto che lo scambio di email fatto per l'ordine erano in inglese anzichè nella lingua madre di una delle due parti.

hardware
Da lì cominciò uno scambio di emails fino al raggiungimento dell'accordo che mi avrebbero mandato i cerchi giusti senza ulteriori spese.
Finalmente avevamo tutto il necessario e potevamo procedere con la foratura dei fusti. Per questa fase ci serviva un trapano a colonna. Chiesi a Federico (chitarrista dei Bakiba) se potevamo utilizzare la sua cantina e i suoi attrezzi. La risposta fu affermativa. Federico era divertito dal nostro entusiasmo e al contempo incuriosito dal nostro progetto.

Decidemmo per un sabato di febbraio. Elisabeth e io raggiungemmo casa sua alla mattina. Preparammo la cantina, il trapano a colonna e il tavolo da lavoro. Federico fu molto ospitale e non mancarono i suoi ottimi suggerimenti; la sua fama di "sventratore/modificatore" di chitarre lo precede... :-)
Tra una chiacchiera e l'altra, si era già fatta l'ora di pranzo. L'appuntamento fu rinnovato al primo pomeriggio. Saremmo entrati nel vivo dell'avventura. Pranzai velocemente e passai a prendere Elisabeth a casa sua per poi raggiungere nuovamente casa di Federico.

paura di sbagliare ...
Si comincia!! E' giunto il momento di fare il primo foro... "Aiuuutoooo.... spero di non sbagliare, altrimenti son guai!"
Dopo le prime incertezze, ormai ero in ballo... "quel che viene, viene" mi dissi. In fin dei conti era un esperimento. Anche se fosse andato tutto storto, avevo comunque un secondo fusto su cui aggiustare il tiro o, alla peggio, per il poco che costava, avrei sempre potuto farmi mandare un fusto nuovo... ma la fortuna fu dalla parte giusta :-)
Elisabeth sembrò invece più sicura quando venne il momento di forare il suo futuro tamburo...
Nonostante qualche piccolo inconveniente di percorso, dovuti alla mancanza di esperienza e di attrezzature professionali, il lavoro giunse a termine con soddisfazione.

Dopo la foratura venne il momento di una nuova passata di lacca per proteggere il legno anche all'interno dei fori e sulle ulteriori levigature (snare-bed). Aspettando che la lacca si asciugasse, Federico e moglie ci invitarono su in casa per un buon caffè al caldo.
"Uhm, ottimo il caffè, ci voleva proprio! Grazie"; quattro chiacchiere sulle aspettative a lavoro ultimato e poi di nuovo giù in cantina per verificare che si fosse asciugata l'ultima mano di lacca.
Sembrò tutto a posto, risistemammo la cantina come l'avevamo trovata alla mattina, prendemmo i nostri fusti e ci dirigemmo in un altro ambiente piu caldo.

pronti per essere assemblati
Si era fatta sera, era tutto il giorno che lavoravamo ma il "traguardo" ormai era vicino. Era il momento di assemblare il tutto e poi finalmente provare le nostre creazioni :-)
Da quel momento in poi, fu quasi come giocare con il Lego... L'impazienza e l'eccitazione aumentavano ad ogni meccanica fissata, non vedemmo l'ora di poterli suonare, ma.... "nooooo...... un foro è sbagliato!!!" accidenti, era stata presa male una misura. Bisognava farne uno nuovo a misura giusta. Chiamai Federico per poter utilizzare nuovamente il suo trapano a colonna. Lui disse che non c'era problema e di raggiungerlo un po' più tardi. Ne approfittammo per andare a mangiare una pizza lì vicino e poi ci saremmo diretti nuovamente a casa di Federico. Gli rubammo solamente pochi minuti e poi di nuovo via ad assemblarli.

 
in fase di montaggio
 
Eli assembla il suo rullante
il primo è finito











Conclusioni:
E' stata un bellissima giornata. A conti fatti, la progettazione e la lavorazione erano la parte più bella e divertente di questo progetto. Non ci sono parole per descrivere l'eccitazione nel veder prendere forma una propria creazione, in compagnia e con la complicità di chi condivide la stessa passione.
La fortuna è stata dalla nostra parte, nonostante qualche piccolo inconveniente di percorso, i rullanti suonano bene e restituiscono molte soddisfazioni. Insomma abbiamo avuto quella che si chiama "la fortuna del principiante"!!  
Ringrazio di cuore Elisabeth per aver condiviso con me questa splendida avventura; Fabrizio per essere stato l'artefice di tutto questo, per averci guidati e per i preziosissimi consigli che ci ha dato nonostante la grande distanza geografica; ed infine, ma altrettanto importante, Federico per la disponibilità e la pazienza. 

rullanti pronti per essere suonati! - febbraio 2011 -

domenica 25 novembre 2012

La costruzione del suono

Finalmente disponibile il primo manuale sull'accordatura curato da Batteria&Batteristi.
E' già disponibile online presso questo indirizzo:
http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=907811 Ed. Feltrinelli
Autore: Fabrizio Granata
Prefazione: Rino Cavalli
Seguici anche su Facebook:    
Photobucket

batteriaebatteristi

giovedì 8 novembre 2012

due pezzi di storia...


Ludwig Supersensitive 14"x6,5"

E' il primo arrivato nella mia collezione. Un giorno girando tra gli scaffali di un famoso negozio di strumenti del nord Italia, ho trovato questo splendido rullante. Era stato consegnato da un privato per la vendita appena prima della chiusura di mezzogiorno. Quel pomeriggio, il negozio aveva appena riaperto dopo la pausa pranzo, l'ho visto lì messo da parte su uno scaffale e non ho saputo resistergli...
Da una sucessiva ricerca, sono risalito all'anno di produzione e mi son detto: è un mio coetaneo! :)
Purtroppo non è completamente originale, nel tempo è stato sostituito qualche tirante per accordare.


Ludwig Supraphonic 14"x5"
Ludwig Supersensitive 14"x6,5"
Ludwig Supersensitive 14"x6,5"
blue/olive badge 1976
aluminium shell, chrome plated




Ludwig Supraphonic 14"x5"
Keystone badge 1965
aluminium shell, chrome plated





Ludwig Supraphonic 14"x5"

Non potevo non avere "Il rullante" per eccellenza!! Già, il Supraphonic è il rullante più registrato al mondo e non può mancare nella collezione di un batterista. Questo rullante l'ho trovato in uno store online americano, uno specializzato in vintage e custom. L'ho visto, ho ascoltato il sample, ho scrutato le foto pubblicate sul sito e mi sono deciso: lo prendo! Ho fatto l'ordine di acquisto ed è arrivato dagli USA in una settimana. Peccato che il giorno del suo arrivo ero all'esterò...
Questo rullante è originale in ogni sua parte, ma la cordiera era priva di due dei diciotto fili. Pur conservando l'originale, ho deciso di sostituirla con una PureSound con 16 fili.

macchinetta P83
(supraphonic)

cordiera ad azione parallela
(Supersensitive)



mercoledì 7 novembre 2012

l'ultimo arrivato in casa... AK Drums


Finalmente è arrivato "Il" rullante custom by AK Drums!
Copper shell 14"x5,5" - brass hardware

Fusto in rame trattato a olio, hardware in ottone lucidato e cordiera 12 fili.
Tutto rigorosamente Handmade by Adrian Kirchler!

il resto della "famiglia" stà Q U I!

con Adrian Kirchler







una piccola anticipazione del suo suono:



martedì 23 ottobre 2012

Girando nella rete sono incappato su questo articolo, secondo me, tutt'altro che oggettivo...
Secondo me l'autore è un tantino prevenuto, lo si capisce anche dalle risposte che da ai suoi interlocutori.
Il mercato ormai offre una vasta scelta di prodotti con degli standard elevati; un conto è avere le proprie preferenze, ma dire che la YD9000 (batteria più registrata negli anni '80, una vera istituzione) non suona, beh... ce ne passa!!

Questa batteria c'è l'ha ancora il mio primo insegnante, ricordo un buon suono di cassa all'epoca; ricordo che era sempre ben accordata quindi gradevole da sentire perchè ben equilibrata; non suonava forte o almeno questa era la sensazione... Era la prima batteria bella, suonata e accordata da un professionista, che ho sentito da veramente vicino. Ricordo che era quasi come sentire la batteria di un disco dell'epoca: poca coda, poche armoniche, suono equilibrato e controllato....
Ricordo anche che la prima volta che ho sentito una DW (probabilmente la seconda batteria bella che ho sentito alle stesse condizioni) ci sono rimasto così °_° ...suonava da pazzi (erano i primissimi anni 90 o forse ancora l'89, non ricordo). Quando sono tornato a lezione dal mio insegnante ho capito che la sua Yamaha "non suonava"! ...Ho avuto la stessa sensazione il mese scorso quando il mio primo insegnante mi ha invitato nella sua sala e mi ha fatto provare proprio quella Yamaha...
Ritengo che questa Yamaha abbia davvero una collocazione storica precisa, dovuta forse anche dalla tecnologia in campo di ripresa/registrazione non ancora evoluta come oggi. Con questo giro di parole, non voglio dire che non suona, ma che suona in modo differente da quelle più moderne a cui probabilmente ora siamo più abituati!! E' sicuramente una batteria che mi piacerebbe avere a disposizione per il tipo di sonorità così caratteristico di quegli anni... 
PS: il rullante, un 6"x14", però mi è sempre piaciuto per il suono morbido e controllato che ha!

venerdì 8 giugno 2012

AK-Drums


Qualche tempo fa ho avuto il piacere di intervistare il noto restauratore e cosruttore di rullanti
ADRIAN KIRCHLER
I suoi rullanti li troviamo spesso sotto le bacchette di batteristi del calibro di Abe Laboriel Jr., Jack Bruno, Matt Chamberlain e molti altri... Oltre al suo marchio AK-Drums, lui produce anche per Craviotto e per Ludwig !!
ecco l'intervista: